Piccolo premessa: stasera ho rotto uno specchio. Questi 7 anni avrò più articoli per il delirium sicuramente :)
Chi conosce un insulso alzi la mano. La maggior parte di noi conosce un individuo che definirei insulso. L'insulso va raggruppare in sé un enorme e differente categoria di ragazzi. La rappresentazione mentale dell'insulso varia da tizio a tizio, ma per me, fonte d'energia egocentrica del delirium, quasi tutti i mediocri essere umani che compiono un azione senza cognizione di causa, che parlano senza sapere perché parlano, che parlano senza sapere cosa dicono, che sono esibizionisti, che sono arroganti stronzi prepotenti senza poterselo permettere, che trombano ma non potrebbero permetterselo, che hanno i soldi culturalmente non comparati dal loro intelletto (appunto proporzionalità inversa), che hanno il fisico grazie a bombe varie, che hanno carisma senza saperlo.
Eppure questi insulsi sono necessari. Senza di loro fortunatamente gente come noi non risalterebbe. L'insulso potrebbe ritrovarsi anche in un qualunque tizio che leggendo quest'articolo non s'identifica ne col sottoscritto ne in nulla di tutto ciò, ma trascende dall'articolo con sentenze che faremo pronunciare da un burino romano alla "ma che cazzo sta a dì sto cojone, ma è n'handicappato c'ha bisogno de curasse". Quindi diciamo tutti insieme
giovedì 29 dicembre 2011
mercoledì 21 dicembre 2011
domenica 18 dicembre 2011
Ci vorrebbe...
Ecco che ci vorrebbe... Una guerra! In Italia ci sono troppi maschi coglioni e troppe femmine mascoline. Le due frase se congiunte come si deve rivelano logicamente quel che si cela dietro il contorto e delirante pensiero serale... Sei contro? Chi se ne frega... Tanto se leggi questo blog significa già che non sei uno di quei coglioni che deve morire
venerdì 9 dicembre 2011
Iniziate ad addobbare il vostro albero e a preparare il vostro pacco!
Ebbene sì signori cari. E' già da un pò che non scrivo sul delirium, forse è un bene perché vuol dire che sto avendo un riassesto neuronale nella mia scatola cranica o forse è un male perché il mio inconscio non trova modo di sparare con un rpg le pulsioni nervose che ha accumulato fin ora. Ad ogni modo, rinnovo l'invito per gli appassionati di PNL o per le persone "acculturate" di leggersi QUESTO BLOG che da veramente degli spunti interessanti in maniera generica, ma riadattabili ai vostri fini malefici. Ma torniamo a noi. Il Natale è alle porte, ieri è stata la festa della Madonna e senza recar offesa o danno a nessun cristiano convinto, da scettico e antiproibizionista qual sono, voglio rendervi omaggio con codesto video, di tante belle madonne... Or angels che dir si voglia... Se poi iniziate ad aver dubbi su cosa regalar a un possibil madunin vi consiglio di vedere anche qu...
domenica 20 novembre 2011
Chi è l'invidioso
Ho chiesto di poter ricopiare questo articolo, sublime, sull'invidioso, tratto da ItalianTuttology, un blog con cui ci facciamo pubblicità a vicenda nato proprio oggi. Godetevelo!
"Possiamo definire l'invidioso in questo modo", premette Valentina D'Urso, docente alla Facoltà di psicologia di Padova: "Una persona che desidera di possedere ciò che altri hanno e che ritiene, per un complesso di ragioni, di non poter avere". La parola invidioso deriva dal verbo invidere, che significa guardare di traverso, in modo maligno. Non a caso l'iconografia classica, quella rinascimentale soprattutto, ritrae l'invidia puntando molto sugli occhi e sulla vista. Giotto, che di quel periodo eccezionale è un acuto anticipatore, la dipinge come una donna più brutta e repellente che mai, con un sacchetto di denari in mano, una serpe velenosa che scodinzola sulla nuca, spunta da sotto il turbante, esce dalla bocca ed entra negli occhi dell'invidioso. In pratica, la rende cieca.
"Possiamo definire l'invidioso in questo modo", premette Valentina D'Urso, docente alla Facoltà di psicologia di Padova: "Una persona che desidera di possedere ciò che altri hanno e che ritiene, per un complesso di ragioni, di non poter avere". La parola invidioso deriva dal verbo invidere, che significa guardare di traverso, in modo maligno. Non a caso l'iconografia classica, quella rinascimentale soprattutto, ritrae l'invidia puntando molto sugli occhi e sulla vista. Giotto, che di quel periodo eccezionale è un acuto anticipatore, la dipinge come una donna più brutta e repellente che mai, con un sacchetto di denari in mano, una serpe velenosa che scodinzola sulla nuca, spunta da sotto il turbante, esce dalla bocca ed entra negli occhi dell'invidioso. In pratica, la rende cieca.
L'invidia è particolarmente sgradevole, ci si vergogna di ammetterla, ed è davvero poco socialmente accettabile. Si vive in solitudine. Il perché, secondo gli psicologi, è evidente: chi manifesta invidia riconosce
martedì 15 novembre 2011
Vedo, vedo... No la luce non la vedo ancora, ma uno spiraglio sì!
Uno spiraglio di luce, un metodo che sembra far breccia, finalmente, forse due. Scrivo per l'entusiasmo, nulla è certo, uno è naturale diretto, l'altro più scientifico e forse efficacie, si spera nell'arrivo a un risultato concreto. Allora perché sono entusiasta? Perché oggi dopo i primi beta test sono arrivati molteplici feedback positivi... Vedremo vedremo... Diamo un pò di luce a questo cazzo di delirium, ultimamente sempre spippamenti o crisi mistiche, speriamo che la retta via sia vicina. Ad ogni modo ragazzi, voi proseguite sulla vostra strada, tenete a mente i vostri obiettivi, credete nella legge dell'attrazione e prima o poi una svolta arriverà... Se veramente la volete.
venerdì 4 novembre 2011
Fasi di piena con un dovuto straripamento
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